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Indipendenza tecnologica: il costo di poter cambiare idea

Non dipendere da un solo fornitore di AI non significa non sceglierne uno. Significa sapere quanto costa cambiarlo, e aver deciso in anticipo che quel prezzo è accettabile.

Redazione Drimz AI5 min di lettura

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Il lock in non è dove pensate

La domanda arriva quasi sempre nella forma sbagliata: quale modello scegliamo, per non restare legati. Ma il modello è la parte più sostituibile di tutte. Le interfacce di programmazione si assomigliano, i formati delle richieste si convertono, esistono strati intermedi che parlano con più fornitori. Cambiare il motore, tecnicamente, è la giornata di lavoro più prevedibile del progetto.

Quello che non si sposta è tutto il resto.

  • I dati che avete dato in pasto al sistema. Documenti caricati, cronologie di conversazione, correzioni fatte dagli utenti, valutazioni di qualità. Spesso vivono dentro il servizio del fornitore, in un formato suo, e si esportano male o non si esportano affatto.
  • Il lavoro di adattamento. Le istruzioni scritte e riscritte finché il comportamento non era quello giusto valgono per quel modello. Su un altro vanno rifatte, perché rispondono diversamente alle stesse parole. Se avete addestrato un modello sui vostri dati, quel lavoro non è portabile per definizione.
  • Il modo in cui il vostro processo si è riorganizzato intorno allo strumento. È la voce più pesante e quella che nessuno mette in preventivo. Le persone hanno cambiato abitudini, i moduli sono stati riscritti, le scadenze si sono spostate. Cambiare strumento significa rifare quel lavoro con le persone, non con il codice.
  • La conoscenza di cosa funziona. Sapere che su un certo tipo di documento il sistema sbaglia sempre in un certo modo è patrimonio aziendale accumulato in mesi. Su un altro modello quel patrimonio vale zero, e vanno rifatti i mesi.

Cosa vuol dire portabile, per davvero

Un sistema è portabile quando le tre cose che seguono sono vere insieme.

La prima: i vostri dati stanno in un posto che controllate voi, in un formato che potete leggere senza il fornitore. Un archivio di documenti che vive in un vostro storage e viene passato al modello a ogni richiesta è portabile. Lo stesso archivio caricato dentro la piattaforma di qualcun altro, molto meno.

La seconda: il punto in cui il vostro software parla con il modello è uno solo, isolato, e potete leggerlo in mezz'ora. Se le chiamate al fornitore sono sparse in quaranta punti del codice, il costo di cambiare si moltiplica per quaranta.

La terza, la più trascurata: avete un modo per capire se il nuovo fornitore fa lo stesso lavoro del vecchio. Cioè avete una vostra valutazione, sui vostri casi, con i vostri criteri. Senza quella, cambiare fornitore significa riaprire da capo la trattativa con la realtà, e nessuno lo fa mai volontariamente. È qui che il lock in diventa definitivo: non perché sia impossibile spostarsi, ma perché nessuno sa dimostrare che spostarsi non peggiora le cose.

La domanda che poniamo ai clienti

Non è quale AI usare. È questa: se questo servizio sparisse lunedì, cosa smette di funzionare in azienda e quanto ci mettete a rimetterlo in piedi?

Le risposte, di solito, stanno in tre categorie.

  • Niente di grave. Il sistema fa comodo ma nessun processo dipende da lui. In quel caso l'indipendenza è già garantita e non serve spendere per averla.
  • Qualcosa di scomodo. Un pezzo di flusso si ferma, esiste un modo manuale di farlo, si sopravvive qualche settimana. Qui vale la pena spendere un po', ma poco: la portabilità costa e va comprata in proporzione al rischio.
  • Si ferma la produzione. Qui la conversazione cambia del tutto, e cambia prima di scegliere il fornitore, non dopo.

Contro una moda: multi fornitore per principio

Si sta diffondendo l'idea che la risposta al lock in sia usare tre fornitori in parallelo. Nella maggior parte dei casi è un modo elegante di triplicare il lavoro senza ridurre il rischio.

Tre integrazioni significano tre superfici da mantenere, tre comportamenti da conoscere, tre contratti, tre fatture, e un sistema che si comporta in modo leggermente diverso a seconda di chi ha risposto. Se non avete una ragione operativa precisa, e ce ne sono, per esempio tenere i dati sensibili su un modello che gira in casa e tutto il resto su un servizio esterno, la molteplicità è un costo travestito da prudenza.

L'indipendenza si compra con l'architettura, non con la quantità di contratti.

La posizione, senza giri di parole

Sceglierne uno è una decisione sana. Sceglierne uno senza aver scritto da nessuna parte cosa succede quando lo si vuole lasciare è una decisione presa a metà.

La parte che consigliamo di comprare sempre, anche a chi ha budget piccoli, è la più economica delle tre: tenere i propri dati fuori dal fornitore e concentrare in un punto solo il codice che ci parla. Sono scelte che costano poco se prese all'inizio e costano un progetto intero se prese dopo.

E vale la pena dirlo esplicitamente per chi lavora in Italia: la questione non è nazionalistica. Un fornitore vicino non è più affidabile di uno lontano solo perché è vicino. Quello che conta è dove stanno i vostri dati, sotto quale legge, e con che preavviso vi possono cambiare le condizioni sotto i piedi. Sono domande da contratto, non da bandiera.

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