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Chi chiede l'AI di solito sta chiedendo altro

La richiesta arriva come tecnologia. Dopo venti minuti di domande, quasi sempre sotto c'è un problema di organizzazione che qualcuno non riesce a nominare.

Redazione Drimz AI · Osservatorio1 min di lettura

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Buona parte delle prime chiamate comincia nella stessa forma: vorremmo capire come usare l'intelligenza artificiale in azienda.

La domanda che facciamo, dopo qualche minuto, è sempre questa: cosa è successo, di preciso, che vi ha fatto pensare di chiamarci adesso?

Le risposte, quasi mai tecnologiche, si assomigliano molto. Se n'è andata la persona che sapeva fare una certa cosa. Un cliente importante ha chiesto tempi che non riusciamo a rispettare. Un concorrente ha detto in fiera che loro lo fanno. Il consiglio di amministrazione ha chiesto cosa stiamo facendo sull'AI e non sapevamo cosa rispondere.

Sono quattro problemi diversi, e solo il primo e il secondo hanno buone probabilità di trovare risposta in un progetto tecnologico. Il terzo è una questione di posizionamento. Il quarto è una questione di comunicazione interna, e si risolve con una pagina scritta bene, non con un sistema.

Non lo diciamo per fare i sofisticati. Lo diciamo perché il progetto che nasce dal quarto caso è il progetto che dopo un anno nessuno usa, e la colpa finisce allo strumento.

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