Girando i siti delle aziende italiane che dichiarano di aver adottato l'intelligenza artificiale, la prova più frequente è la stessa: una bolla in basso a destra.
Ci abbiamo fatto qualche domanda, quelle che farebbe un cliente vero. Le risposte migliori riportavano il contenuto della pagina che stavamo già leggendo. Le peggiori inventavano un servizio.
Il dettaglio che rende la cosa interessante non è l'assistente. È che sugli stessi siti il modulo dei contatti chiede più campi obbligatori di quanti servano per richiamare una persona, il numero di telefono spesso non è cliccabile da mobile e la pagina dei servizi non dice a chi si rivolge.
L'assistente è stato aggiunto sopra un percorso che nessuno ha guardato. È lo stesso schema che vediamo in azienda: lo strumento nuovo accanto al processo vecchio, senza che il processo vecchio venga toccato.
Una regola che usiamo e che regge: prima di aggiungere un assistente al sito, provate a comportarvi da cliente sul vostro sito. Se il percorso funziona, l'assistente aiuta. Se non funziona, l'assistente diventa il posto dove le persone vanno a chiedere le cose che il sito non dice, e le risposte le scriverà un modello che quelle cose non le sa.




