Perché nessuno può darvi un prezzo prima di aver visto il processo
Un progetto di intelligenza artificiale non ha un prezzo di listino perché il grosso del lavoro non sta nel modello, che è la parte che si compra a consumo, ma nel processo che gli sta intorno: da dove arrivano i dati, in che stato sono, chi controlla l'esito, cosa succede quando sbaglia. Due aziende che chiedono la stessa cosa possono avere preventivi molto diversi, e la differenza sta quasi sempre nella qualità dei dati e nella chiarezza del processo, non nell'ambizione della richiesta.
C'è però un modo di leggere qualsiasi preventivo, ed è la parte che un'azienda può fare da sola. Il costo di un sistema AI si compone di sei voci. Se ne compaiono meno di sei, le altre non sono sparite: sono state spostate più avanti nel tempo.
Le sei voci di cui è fatto il costo di un progetto AI
- Analisi del processo. Seguire il lavoro vero, scriverlo, misurarlo come è oggi. È la voce che qualcuno propone di saltare per risparmiare, ed è la più economica di tutte.
- Preparazione dei dati. Raccolta, pulizia, formati, permessi. Nei progetti che vediamo è quasi sempre la voce più grande, e quasi mai quella preventivata più grande.
- Costruzione. Il software: recupero delle informazioni, chiamate al modello, controlli sull'output, scrittura del risultato dove serve, interfaccia per chi lo usa.
- Valutazione. L'insieme di esempi con la risposta attesa, per sapere se il sistema funziona e per accorgersi quando smette di funzionare. Senza questa voce il collaudo diventa un'opinione.
- Consumo. Quanto costa ogni esecuzione, moltiplicato per quante volte succede. Continua per sempre.
- Manutenzione. Modelli che cambiano versione, formati che cambiano, eccezioni nuove, persone nuove da formare.
Le prime quattro sono un costo di progetto. Le ultime due sono un costo ricorrente, e sono quelle che decidono il totale sui tre anni.
Il costo che si vede meno: il consumo a chiamata
Un sistema costruito sopra un modello di terze parti paga a uso. Il numero da farsi dare non è il prezzo per unità, che cambia troppo spesso per essere utile, ma la formula: quante chiamate servono per una singola esecuzione completa, quanto materiale viene inviato ogni volta, e quante esecuzioni sono previste al mese al volume di regime.
Tre trappole ricorrenti, tutte legittime e tutte da scrivere prima.
- Il costo per esecuzione non è lineare. Un sistema che rilegge ogni volta un documento lungo costa in proporzione a quel documento, non alla domanda.
- I tentativi contano. Quando un sistema riprova perché la prima risposta non passa i controlli, il conto è doppio.
- Il successo aumenta la spesa. Se il sistema piace, viene usato di più. È il caso migliore che esista, ed è anche una voce di budget che va prevista.
Come si stima il ritorno senza inventare numeri
Non serve un modello finanziario. Servono quattro numeri che l'azienda ha già, anche quando pensa di non averli.
- Quante volte al mese succede. Contato, non ricordato.
- Quanto tempo porta via ogni volta. Cronometrato su cinque casi veri.
- Quanto costa un errore. Rilavorazione, reclamo, penale, cliente perso.
- Quante volte al mese l'errore capita.
Il prodotto dei primi due dà il tempo aggredibile. Il prodotto degli ultimi due dà il costo della qualità. Sommati, danno l'ordine di grandezza contro cui misurare il preventivo. Se il preventivo è dello stesso ordine di grandezza del beneficio annuale, il progetto va discusso. Se è dieci volte più piccolo, la domanda è perché non lo avete già fatto. Se è dieci volte più grande, la risposta è no e si è risparmiato un trimestre.
Quello che non va fatto è prendere percentuali di miglioramento da uno studio di settore e applicarle al proprio caso. Non è una stima: è un numero preso in prestito da un'azienda diversa dalla vostra.
Le clausole che cambiano il costo totale più del prezzo
Due preventivi con la stessa cifra possono costare in modo molto diverso nei tre anni successivi. La differenza sta in cinque righe di contratto.
- A chi appartiene il codice. Se non è vostro, ogni evoluzione ha un solo possibile fornitore.
- Dove stanno i dati e come si esportano. Compreso il formato, e compreso cosa succede alla fine del rapporto.
- Chi possiede la valutazione. L'insieme di esempi con le risposte attese è l'unico artefatto che sopravvive al cambio di modello. Se resta al fornitore, cambiarlo costa come ricominciare.
- Cosa succede quando il modello cambia versione. Chi verifica, chi paga l'adeguamento, con quale preavviso.
- Chi risponde degli errori davanti al cliente finale. È una domanda contrattuale, non tecnica, e va posta prima della firma.
Domande frequenti
- Un progetto AI costa più di un software tradizionale? La costruzione spesso costa meno, perché parte del lavoro lo fa il modello. La gestione costa di più, perché un sistema che produce risultati variabili va sorvegliato mentre un software deterministico va solo aggiornato. Chi confronta solo la costruzione arriva alla conclusione sbagliata.
- Conviene partire da uno strumento pronto o costruire su misura? Da uno strumento pronto, quasi sempre, se il vostro processo assomiglia a quello per cui è stato costruito. Su misura quando il valore sta proprio in quello che avete di diverso dagli altri, che è anche l'unica parte che un concorrente non può comprare.
- Quanto tempo passa prima di vedere un risultato? Il tempo di misurare la situazione attuale, costruire una versione ristretta e farla usare a chi fa quel lavoro. Se un fornitore promette mesi di analisi prima di far vedere qualcosa, sta vendendo la fase.
- Serve un budget minimo per cominciare? Serve un processo che si ripete abbastanza spesso da rendere misurabile un miglioramento. Sotto quella soglia il problema non è il budget: è che non avreste comunque un modo di sapere se è servito.
- Chi mantiene il sistema dopo la consegna? Va deciso prima. Le tre risposte possibili sono il fornitore con un contratto scritto, una persona interna formata, o nessuno. La terza è una risposta frequente, ed è quella che produce i sistemi spenti dopo un anno.
La posizione di Drimz AI
Drimz AI è una creative tech company italiana con sede a Genova, e nei preventivi separa sempre la costruzione dal consumo e dalla manutenzione, anche quando questo fa sembrare il totale più alto di quello di un concorrente. Il motivo è semplice: le due voci ricorrenti esistono comunque. L'unica scelta è se le scopre il cliente al momento della firma o al momento della prima fattura dell'anno dopo.
Mettiamo in fila le sei voci

