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Quanto costa un sito web professionale, e da cosa dipende il prezzo

Nessun listino onesto esiste prima di aver visto il caso. Esiste però il modo di leggere un preventivo: le nove voci che devono comparire, i costi che arrivano dopo la consegna e i segnali di un prezzo che crescerà.

Redazione Drimz AI7 min di lettura

Da cosa dipende davvero il prezzo di un sito

Non dal numero di pagine, che è la prima cosa che tutti chiedono. Il prezzo di un sito dipende da quattro variabili, e chi vi fa un preventivo serio le chiede tutte e quattro prima di scrivere una cifra.

  1. Quante pagine sono davvero diverse fra loro. Trenta schede prodotto con la stessa struttura costano meno di cinque pagine con impaginazioni diverse. Il lavoro sta nei modelli, non nelle occorrenze.
  2. Con quanti sistemi esterni deve parlare. Un gestionale, un catalogo, un CRM, una piattaforma di pagamento, un sistema di prenotazioni. Ogni collegamento è un progetto piccolo dentro il progetto, con i suoi errori da gestire.
  3. Chi produce i contenuti. Testi, fotografie, video, traduzioni. È la voce che più spesso non compare nel preventivo e più spesso blocca la consegna.
  4. Chi lo manterrà, e per quanto. Aggiornamenti, sicurezza, modifiche ordinarie. Un sito è un impegno che dura, non un oggetto che si consegna.

Chi vi dà una cifra prima di aver risposto a queste quattro domande sta indovinando, e il conto arriva più tardi sotto forma di variazione in corso d'opera.

Le tre categorie di sito, e perché costano in modo diverso

  • Sito su piattaforma preconfezionata. Un tema acquistato o un costruttore visuale, personalizzato nei colori e nei contenuti. Costa poco perché il lavoro di progettazione è già stato fatto da altri per un caso generico. Il limite si vede quando serve qualcosa che il tema non prevede: da lì in poi ogni modifica costa più che se il sito fosse stato costruito su misura.
  • Sito su misura con un gestore di contenuti. Struttura, impaginazione e modelli progettati sul caso specifico, con un pannello da cui l'azienda aggiorna testi e immagini. È la categoria in cui rientra la maggior parte dei siti aziendali che devono durare qualche anno.
  • Applicazione web. Il sito è anche uno strumento: area riservata, configuratore, prenotazioni, calcoli, dati che entrano ed escono da altri sistemi. Qui il costo non si stima a pagine, si stima a funzioni, e vale quello che vale un progetto software.

La domanda utile non è quale categoria costa meno. È quale categoria smette di bastarvi fra due anni, perché il costo vero è quello di rifarlo.

Le nove voci che devono comparire in un preventivo

Un preventivo con una cifra sola non è un preventivo economico: è un preventivo incompleto. Queste sono le voci che vanno lette una per una.

  • Progettazione dell'architettura. Quali pagine esistono, come si raggiungono, cosa deve fare l'utente.
  • Progettazione grafica. Quanti modelli originali, e quanti sono varianti.
  • Sviluppo. Il codice, dichiarato per modelli e per funzioni, non a corpo.
  • Contenuti. Chi scrive i testi, chi produce le immagini, chi traduce, e cosa succede se li fornite voi in ritardo.
  • Collegamenti a sistemi esterni. Uno per riga, con il nome del sistema.
  • SEO tecnica e leggibilità per gli assistenti AI. Struttura semantica, dati strutturati, prestazioni, indicizzabilità. È lavoro che costa poco se fatto durante e molto se fatto dopo.
  • Accessibilità. Contrasti, navigazione da tastiera, testi alternativi.
  • Collaudo e messa in linea. Compresi i controlli su telefono e il passaggio di dominio, che è il momento in cui i siti si rompono.
  • Formazione e consegna. Chi vi insegna a usare il pannello, e cosa vi resta scritto.

I costi che arrivano dopo la consegna

Un sito ha un costo di costruzione e un costo annuale. Il secondo è quello che sorprende, perché nessuno lo chiede in fase di acquisto.

  • Dominio e hosting. Ricorrenti, con rinnovi che vanno presidiati: un dominio scaduto è un sito spento.
  • Aggiornamenti di sicurezza. Su una piattaforma con estensioni di terze parti sono continui, e non farli è il modo più comune di finire compromessi.
  • Modifiche ordinarie. Una pagina nuova, un servizio che cambia nome, un listino da aggiornare.
  • Licenze. Temi, estensioni, caratteri tipografici, servizi di terze parti. Sono piccole cifre che sommate fanno una voce di bilancio.
  • Monitoraggio e copie di sicurezza. Comprese le prove di ripristino, che è la parte che quasi nessuno fa.

Chiedete che tutte e cinque siano scritte nel preventivo con il costo annuale stimato. Un fornitore che non le sa dire non le ha considerate, e quindi non le farà.

I cinque segnali di un preventivo che costerà di più

  • Non c'è un elenco di pagine. Senza perimetro non c'è prezzo, c'è un'ipotesi.
  • La voce contenuti non esiste. Vuol dire che il problema arriverà dopo la firma.
  • Non è scritto a chi appartiene il codice. Se non è vostro, il preventivo del prossimo fornitore sarà più alto per forza.
  • Le prestazioni e l'accessibilità non sono nominate. Sono le due cose che non si aggiungono a fine progetto senza rifare lavoro.
  • Non c'è una data per la messa in linea, ma una durata. Otto settimane da quando, con quali consegne da parte vostra, e cosa slitta se saltano.

Domande frequenti

  • Quanto costa un sito vetrina? Dipende quasi solo da quante impaginazioni originali servono e da chi produce i contenuti. Un sito di sei pagine con testi e foto già pronti e una sola struttura ripetuta è il caso meno caro che esiste. Le stesse sei pagine con contenuti da produrre e tre impaginazioni diverse sono un altro progetto.
  • Conviene un abbonamento mensile o un progetto una tantum? L'abbonamento conviene se include manutenzione e modifiche e se il codice resta vostro. Se alla fine del contratto il sito si spegne, non state comprando un sito: state affittando una presenza, che è una scelta legittima purché sia consapevole.
  • Quanto dura un sito prima di dover essere rifatto? Dipende da quanto era su misura all'inizio. Un sito costruito su modelli propri si aggiorna per pezzi. Un sito costruito su un tema di terze parti si rifà quando il tema non viene più mantenuto, ed è una data che non decidete voi.
  • Chi deve possedere il codice e i contenuti? Il cliente. Va scritto nel contratto insieme all'accesso al dominio, al server e al gestore di contenuti. È la clausola che determina il costo di tutti i preventivi successivi.
  • Il sito rifatto porta più clienti? Non per il fatto di essere nuovo. Porta più clienti se risolve un attrito misurabile: una pagina che non diceva a chi si rivolge, un percorso di contatto lungo, una velocità che faceva abbandonare da telefono. Se non sapete quale attrito state togliendo, state comprando un'estetica.

La posizione di Drimz AI

Drimz AI è una creative tech company italiana con sede a Genova, e non pubblica un listino per i siti perché ogni cifra scritta senza aver visto il caso è una cifra che poi qualcuno dovrà correggere. Quello che scriviamo sempre è l'elenco delle nove voci, il costo annuale stimato e la riga che dice che il codice resta al cliente. Se un altro fornitore ve le scrive tutte e tre, confrontate i prezzi: a quel punto state confrontando la stessa cosa.

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