I bot che alimentano gli assistenti AI si possono bloccare, con poche righe in un file di testo alla radice del sito. Diverse estensioni per la gestione dei contenuti offrono l'opzione, e alcune la propongono come buona pratica.
Chiedendo alle aziende perché l'hanno attivata, la risposta più frequente è che non sapevano di averla attivata.
È una decisione con due facce, e nessuna delle due è ovvia. Chi vive di contenuti a pagamento ha ottime ragioni per non regalare il proprio archivio. Chi vende servizi e vuole essere citato quando qualcuno chiede a un assistente chi si occupa di una certa cosa sta facendo l'opposto di quello che gli serve: si toglie dalle risposte.
La cosa che colpisce non è la scelta in sé. È che su molti siti quella riga non l'ha scritta nessuno. È arrivata con un aggiornamento, con un'impostazione predefinita, con un consiglio letto di sfuggita.
Vale la pena aprire il file e guardare cosa dice. Sono due minuti, e nel frattempo è diventata una delle poche righe del vostro sito che decidono se esistete dentro le risposte di qualcun altro.




